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Il 4 Maggio, giorno in cui l’Italia piano piano riparte.
Inizia la fase 2: ma come ripartire? Da dove si comincia?

Il lunedì più lunedì di tutti domani.

Il pensiero di uscire, di rivedere la propria famiglia, di poter fare una passeggiata, fa tirare un sospiro di sollievo da una parte, ma dall’altra fa trattenere il fiato.
Fa paura, paura di riprendere in mano una vita diversa da quella che avevamo lasciato, paura di tornare indietro.

Fase2: come ripartire?
Farfalle escono da barattolo

Le nostre mura di casa, per quanto a volte ci possano essere state strette, sono state una grande protezione. Ora se vogliamo uscire dobbiamo salvaguardare la nostra salute e quella degli altri, ci saranno mascherine e distanze anche nei nostri affetti più cari.

Rimangono le difficoltà per i genitori che cominciano a lavorare con i bambini e ragazzi a casa, rimangono tanti interrogativi senza risposta.

Le domande sono tante, ci si chiede se davvero si è pronti, se è il caso di rivedere i propri genitori o di far vedere i nonni ai bambini. Sicuramente il rischio c’è, il virus ancora esiste.

Ma da qualche parte in questa fase 2 bisogna ripartire, e come sempre la cosa migliore è partire da noi stessi: cosa ci sentiamo di fare?
Ovviamente stando nei limiti di ciò che è consentito.

Ci vorrà coraggio a uscire e ad accettare una realtà diversa, fatta di distanza, guanti e mascherine. Ci sarà la paura dell’altro e l’imbarazzo nell’incontrare gente.

Sarà come uscire da una stanza buia ed entrare in una piena di luce, o viceversa: ci si mette un po’ a riabituarsi ed a trovare la strada giusta.

Un passo alla volta, cercando di custodire i ricordi positivi di queste giornate a casa, quello che a fatica abbiamo conquistato. Le emozioni belle sono la base da cui ripartire.

Rispettiamo i nostri tempi e facciamo attenzione, la paura non è negativa, ma funzionale a proteggerci.

Ricordiamoci di questo periodo per poter dare valore alle piccole cose, riconosciamoci il merito di avercela fatta anche se con qualche crollo.

Io personalmente non farò grandi cambiamenti per ora, continuerò il mio lavoro online, vedrò sicuramente i miei genitori, ma per il resto terrò le abitudini di queste settimane passate.

Mi manca il mare.
Ieri mentre pulivo è partita una delle hits dell’estate passata, ed ho sentito forte la nostalgia della spensieratezza delle sere d’estate, del vento e della salsedine tra i capelli.
Ma ci vorrà pazienza prima di rivederlo.

Questo periodo ci ha fatto capire che non si può avere il controllo su tutto, che lasciare andare è una delle cose più difficili, che le distanze annientano e che il contatto relazionale è fondamentale.

Della quarantena mi porto dietro il tempo ritrovato: tempo dedicato al mio lavoro ed alla parte social di esso, reti nuove create su Instagram, consulenze online, allenamenti da casa, tempo al sole sul balcone.
Pranzi e cene condivise con il mio compagno. Alzarsi un pochino più tardi e godersi la colazione con calma. Godersi la casa e sistemarla con calma.
Coccolare 24/24 le mie pelosine del cuore. Scoprire la passione per i fiori che sbocciano e per le piante.

Il mio consiglio è quello di seguire i propri tempi, senza sforzarsi.
Rispettare le regole, accogliere le emozioni senza sensi di colpa, senza sentirsi sbagliati.

Vi abbraccio.


Percorriamo questa strada insieme:

Tel: +39 344 276 9056

E-mail:   info@psicologaferrero.it


Fase 2: come ripartire?
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