Condividi l'articolo su:

“Non è possibile curare la morte, ma è possibile prendersi cura del dolore che resta.”

Ciaolapo Onlus
Il lutto perinatale

Il lutto perinatale è il lutto che si sperimenta quando si perde un bambino durante la gravidanza, durante il parto o subito dopo la nascita.

lutto perinatale
Foto di StockSnap da Pixabay

La società riconosce poco questo dolore, ma è un lutto a tutti gli effetti. Perdere un figlio è un’esperienza drammatica, scioccante. Indipendentemente dal tipo di perdita, la vita dopo la morte del proprio bambino appare dolorosa e assurdamente diversa. Ci si sente annientati, disorientati, come se ciò che sta accadendo non fosse reale. I sentimenti sono molteplici e talvolta contrastanti: rabbia, paura, senso di colpa, disperazione, frustrazione, vuoto.

È un dolore così grande che una madre, da sola, non lo può sostenere.
Così grande che per essere elaborato, bisogna per forza dividerlo in piccoli pezzi, e spesso condividerlo.

È importante vivere questo lutto ed affrontarlo. Questo non significa dimenticare il proprio bambino, ma passare attraverso la perdita e trovare in essa un significato adatto a sé e alla propria storia.
Non avere paura di chiedere aiuto, di cercare un sostegno, è vero non ridarà indietro ciò che si è perso, ma potrà donare un sollievo e una vicinanza per uscire da questo vortice di emozioni.

Questa primavera sono stata in Giappone e, su consiglio di una cara amica, sono stata in un posto che mi ha toccato il cuore. Affianco al tempio Zojo-ji si trovano file e file di Jizo, divinità guardiane dei bambini. Un sentiero ne è pieno su entrambi i lati, tutti in fila ordinatamente uno accanto all’altro.

È un angolo dedicato ai genitori che hanno perso bimbi, agli aborti spontanei, ai piccini nati morti, alle complicazioni che ogni gravidanza comporta, a quelli che hanno accennato pochi passi o pochi anni prima di cadere. Il loro ruolo è di prendersi cura delle loro anime.

Un bavaglino, un copricapo, girandole che girano con il vento. A volte pupazzetti ne accompagnano il viaggio e stanno accanto al piccolo tondo della testa, alla postura placida della pietra. In vasi fiori di visite antiche o recenti. Strisce che richiamano il nome della madre o quello della famiglia.

È questo il senso del vivere il dolore, trovare un posto, un’immagine, un luogo dentro il proprio cuore per poterlo affrontare. Perché l’obiettivo non è dimenticare, perché si è mamma e papà anche di quel bimbo, ma gestire le infinite emozioni che da esso derivano.

Leggi anche questo articolo di Laura Messina.

In caso di necessità consiglio vivamente di contattare l’Associazione “Ciao Lapo” . Essa nasce ad Aprile del 2006 e offre sostegno e supporto alle famiglie che si trovano ad affrontare una situazione di lutto perinatale. È un’associazione attiva in quattordici regioni italiane, un’importante occasione di condivisione.


Percorriamo questa strada insieme:

Tel: +39 344 276 9056

E-mail:   info@psicologaferrero.it


La culla vuota
Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Consultala per avere maggiori informazioni, anche su come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque elemento della pagina acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Informativa sui Cookie

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi