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Proposta fatta il giorno del nostro settimo anniversario, il 23/04/19, in Giappone, nel parco dei cerbiatti a Nara.

Iniziamo a preparare tutto ad Agosto, fissiamo la data: 5 settembre 2020. Poi la Chiesa, il ristorante e i vari fornitori, foto, fiori, musica.

Settembre è un mese che amiamo, non fa più il caldo torrido dell’estate, ma il sole splende ancora e riscalda le giornate che si iniziano ad accorciare donando un colore dorato a tutto quello che c’è.

Abbiamo scelto la Chiesa a Venaria Reale, cittadina che mi ha visto crescere, vicino alla Reggia, luogo davanti al quale ci siamo dati il nostro primo bacio.

Abbiamo trovato la location perfetta, quando pensavo non potesse esistere. Quel posto che sapeva di famiglia, di cibo buono, in cui ogni cosa era curata nel dettaglio. C’era una vista meravigliosa, intorno solo la natura e l’unico rumore che si sentiva era il ragliare degli asinelli. Cristina e Luigino ci hanno accolti con un sorriso che ci ha fatto sentire a casa, e dal primo giorno ci hanno sostenuti e appoggiati e hanno mostrato quanto amore c’era per quel posto, per la loro tenuta. Non poteva essere in nessun altro luogo se non lì.

Ho trovato il vestito dei sogni a fine ottobre. Ho fatto varie prove, ma quando l’ho indossato è stato amore a prima vista; bello lui, ma soprattutto magnifica la sensazione che mi faceva provare vedere il mio riflesso nello specchio. E come dimenticare il sorriso delle persone che erano con me durante la scelta: la mia mamma, la mia testimone migliore amica e sorella per scelta e una delle mie tre damigelle.

Abbiamo deciso il tema e il colore che avrebbero fatto da filo conduttore a tutto. In realtà già li sapevamo da quando nelle nostre chiacchierate sognavamo quel giorno. Sono stati solo una conferma: il tema viaggi, che racchiude la nostra passione e la nostra voglia di scoprire il mondo insieme, e i colori azzurro polvere e bianco. Colori eleganti e fini, che ci ricordavano il mare e la purezza.

Vittoria, Laura e Micol, le mie tre damigelle, trovano il loro vestito: io avevo richiesto “solo” il colore azzurro e poi libertà di scelta, ma loro hanno trovato, abbiamo trovato insieme, un abito che era un incanto. Erano bellissime, soprattutto vestite del loro sorriso. Le distanze non hanno aiutato, ma la fiducia, l’unione e l’Amicizia che c’è alla base hanno reso tutto più semplice e speciale.

Scegliamo la fioraia, i cantanti, due ragazzi pazzeschi con cui è nata anche un’amicizia, soprattutto con Simona, definiamo il team per foto e video.

Iniziamo a preparare le partecipazioni, la grafica, non qualcosa di classico, ma qualcosa che ci rappresentasse. Abbiamo fatto tutto noi, dalla scelta della forma, del colore, al logo. O meglio ha fatto tutto il futuro marito, io mi sono limitata a dire sì o no e cosa eventualmente modificare. Più belle di così non potevano essere, ci rappresentavano. Delle cartoline, con francobolli che ci vedevano prima divisi e poi insieme.

La super suocera ci prepara quelle che abbiamo scelto essere le nostre bomboniere: le confetture di frutta del suo orto che sono una bontà unica e genuina.

Definiamo il viaggio di nozze che prenotiamo a fine febbraio: Namibia più Mauritius. Un sogno tra i colori dell’Africa e il blu del mare.

Arriva Marzo, il 1 facciamo la prova menù e lo definiamo, stiamo per andare a far stampare le partecipazioni, poi tutto si blocca.

Lockdown, ansia, dubbi, paure, incertezza.

La Chiesa nel mentre aveva iniziato i lavori di ristrutturazione della facciata, tutto bloccato.

Abbiamo fissato una data cuscinetto, il 10 Aprile 2021.

Sono stati mesi di dubbi, i preparativi fatti con il punto interrogativo. I nostri sguardi persi, la paura delle mascherine, delle restrizioni. Cosa fare e cosa non fare. Io da buona psicologa, un po’ come il calzolaio che va in giro con le scarpe rotte, vedevo tutto nero e volevo solo rimandare. Ma le parole di Davide ancora mi risuonano in testa: “Aspettiamo, proviamoci, che non sappiamo poi come sarà. È settembre la nostra data e se decidessimo di rimandare e poi si sarebbe potuto fare, ci mangeremmo le mani”.

Poi le cose hanno ripreso a scorrere. Ho trovato le scarpe e ne ho prese anche un paio da ginnastica che ho fatto personalizzare con la nostra grafica. I lavori in chiesa finiti, il nostro Prete c’era, il vestito è arrivato e l’ho amato ancora di più.

Scarpe Unique, scarpe personalizzate da Artindossa, infradito Primark

Ho fatto la prova trucco con la mia splendida amica e truccatrice, che al secondo occhio ha capito cosa volevo, cosa mi rappresentava e mi ha fatta sentire bella e naturale, come desideravo io.

A fine luglio abbiamo deciso di tentare, perché “chi ce lo dice che ad Aprile sarà tutto risolto?” E io altri mesi nell’incertezza non so se li avrei retti, o meglio non so se avrei retto il rimpianto di non averlo fatto se poi le cose fossero di nuovo precipitate.

Ricordo ancora quando dissi a Sarah, la mia testimone, dopo aver fatto la prova del suo splendido vestito, che avevamo deciso di provarci e lei con un sorriso che mi ha accompagnato in ogni momento mi rispose: “io vi appoggio, prendo la mascherina in tinta e sarà tutto perfetto, andrà tutto bene.”
Andrà tutto bene, quante volte mi ha ripetuto questa frase, quanto è stata fondamentale.

Il 26 Luglio l’addio al nubilato che ha superato ogni aspettativa. Le mie amiche, tutte lì intorno a me, pronte a sostenermi, a ridere insieme. Una giornata a tema unicorno, con sfondo Langhe e panchine giganti. Giochi, balli e figuracce hanno reso tutto perfetto.

Iniziamo a confezionare confetti e bomboniere con mia mamma che grazie alle sue doti artistiche, non trasmesse nel mio corredo genetico, coordina i lavori ed io e mio papà che eseguiamo. Davide nel mentre prepara i cartelli e il tableau, scoprendosi un falegname che “Geppetto scansate.”

Chiudiamo i libretti messa con il nostro nastrino azzurro, ultimiamo i segna posto e i segna tavoli. Arrivano le fedi.

A metà agosto l’ansia dei balli sospesi, l’acconciatura giusta sembrava non esistere.

I mille vocali di ansie varie alle amiche, i pianti con Sarah al telefono perchè non ne andava una dritta.

La domenica prima un pomeriggio con le amiche, il secondo addio al nubilato a base di torte, chiacchere e tisane, ancora una volta mi ha dimostrato che grande ricchezza ho intorno.

Abbiamo rifatto i tavoli mille volte, non tondi ma imperiali per poter garantire il distanziamento ma non togliere spazio in sala.

L’acconciatura giusta è arrivata.

Il 3 Settembre inizia il restauro personale, ceretta, massaggio (regalo delle mie amiche), pedicure e manicure.

Abito ritirato, ci siamo.

Fino al giorno prima mi dicevo, avremo fatto bene a non rimandare?

Il pomeriggio del 4 ho salutato il mio fidanzato, ci siamo guardati e ci siamo dati appuntamento all’altare.

La sera dai miei genitori con la mia migliore amica a suon di tisane e chiacchere. Dormire con una semi acconciatura sulla testa nella mia vecchia cameretta, consapevole che ormai eravamo arrivati al traguardo.

Il 5 mattina mi sono svegliata con un’emozione, una tranquillità e una felicità mai provata prima. Ho indossato la mia vestaglietta, è arrivata Irene con i suoi mille pennelli pronta a iniziare a colorare la giornata, è arrivato il parrucchiere, poi il fotografo e la casa ha iniziato a prendere vita. Il sole splendeva e io sorridevo, non riuscivo a smettere di sorridere.

Arrivano le damigelle, mia cugina e testimone con il suo bimbo e nostro meraviglioso paggetto con il suo papillon azzurro in tinta con i suoi occhi.

Foto, sorrisi, abbracci, lacrime.

Poi la casa si svuota, rimaniamo io e mio papà, pronti a partire sul maggiolone bianco, l’auto che ho sempre sognato mi portasse vestita da sposa.

Ci guardiamo e via, attraversiamo la navata. Vedo intorno a me i sorrisi delle persone che amo, gli occhi felici.

Vedo lui, l’uomo che ho scelto per la vita che mi aspetta, che aspetta proprio me.

Ci promettiamo il nostro per sempre, è fatta.

La giornata è stata magnifica. La cerimonia è stata perfetta, la festa meravigliosa, giochi, video, balli al tramonto. Mi sono vissuta ogni singolo istante a pieno, ricordo tutto e mi sentivo cosi leggera che mi sembrava di volare.
Non potevo davvero chiedere di più e la rifarei altre mille volte.

Pensavo che non sarebbe stata la giornata che avevo sempre sognato, ed è vero è stata meglio di ogni sogno. Non cercate la perfezione, non saranno le mascherine a bloccare un’emozione cosi grande. Gli imprevisti ci saranno, covid o meno. I nostri amici e le nostre famiglie ancora oggi ci dicono che abbiamo trasmesso amore, felicità, complicità e non potevo chiedere di più.

Il matrimonio non lo fanno le restrizioni, il matrimonio lo fate voi. Non dico che sia stato facile, anzi, dico che però che ne è valsa la pena. E questa esperienza ci ha insegnato, ancora una volta, quanto la vita sia imprevedibile, quanto le cose spesso sfuggano al nostro controllo e quanto a volte valga la pena lasciarle scorrere, lasciare che ci sorprendano.

“La vita è ciò che accade, mentre stai facendo altri progetti.”

John Lennon

Matrimonio in pandemia
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2 pensieri su “Matrimonio in pandemia

  • 14 Febbraio 2021 alle 9:22
    Permalink

    Felici di essere tra i protagonisti del racconto di questa bellissima storia. Vi vogliamo bene

    Rispondi
    • 14 Febbraio 2021 alle 9:56
      Permalink

      Posso solo dirti e dirvi grazie per le emozioni che mi avete dato la possibilità di vivere e con questo articolo le ho rivissute ancora come fosse quel giorno!
      La testimone… Sarah

      Rispondi

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